SELETTI

Souvenir Di Milano @ Piazza Affari

Piazza Affari torna ad essere protagonista nei giorni del Salone del Mobile 2015, 14/19 Aprile, […]

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Sedia Superleggera, Giò Ponti, 1955 Prodotta da Cassina Sedia Tulip, Eero Saarinen, 1953-1958 Prodotta da […]

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Papertrophy:

Because design is creativity!

Holger Hoffmann è il designer tedesco che ha creato i fantastici Papertrophy. Ispirati ai classici […]

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VitoNesta:

collezione Barberia

“Da Felice” era il barbiere di famiglia. Andare da lui significa liberarsi di un sacco […]

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OSCAR2015:

red carpet da star!

Il 22 Febbraio si è svolta l’87esima edizione della consegna degli Academy Awards, l’evento cinematografico […]

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DrinkDesign:

Ubriacati di creatività!

Design, food e social: tre ambiti così diversi uniti però dal desiderio di esprimere la […]

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Trasparenza:

Design & Beauty

La collezione trucco Primavera/Estate Kartell + Collistar rappresenta la ben riuscita fusione di due aziende […]

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FERRERO:

Il genio più dolce del mondo!

Cioccolato. Attenzione, cioccolato. Questo articolo ha come argomento il cibo più paradisiaco e allo stesso […]

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SaraBattaglia:

For bag lovers only!

Il giorno più atteso/più temuto dell’anno è arrivato! San Valentino è infatti una di quelle […]

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TheNumber6:

Un palazzo da sogno!

Palazzo Valperga Galleani è diventato il progetto THE NUMBER SIX, realizzato dal Gruppo Building di […]

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MSGM:

Vassillissa Capsule Collection

C’era una volta un baldo arciere che, mentre cavalcava sul suo destriero, vide una magnifica […]

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Grammy2015:

che shock!

Lo fanno tutti e quindi perché noi non dovremmo farlo? Ebbene sì, sto parlando di […]

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HATLAMP:

un’idea in testa

Jeeves e Wooster sono delle lampade partorite dalla brillante mente di Jake Phipps, designer che […]

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SUPERBOWL:

il 2015 parte col botto!

Venghino signori venghino! Il circo è aperto! Ops scusate mi sono sbagliata, non era il […]

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FPM:

ready to go!

No non si tratta di un tecnologico veicolo aerospaziale in grado di farvi tornare indietro […]

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Manifestazione umana del manichino

Toy Boy & Girl

 

La fenomenologia del manichino manifesta i suoi sfoghi più gravi ed evidenti nelle zone alte, molto vicino ai distretti esterni della struttura e andando a colpire le vie aree. Terreno fertile dove i batteri-manichini attecchiscono come i funghi alla piscina comunale è il locus (zero) amoenus della Terrazza Martini. Sarà per il suffisso “ini” che accomuna il drink di George ai bamboli di plastica dei Grandi Magazzini, sarà perché i manichini hanno l’ansia di non essere mai all’altezza, ma quel lounge – semi private – chic – classy – e sticazzi bar è il loro luogo del cuore, come la posta.

Premetto il fatto che:

1- di fare polemiche ho sbatti zero

2- la Terrazza Martini è un luogo (fisico) figherrimo

3- i cocktail sono pure buoni, peccato sia frequentato da gente che ci crede non troppo, oltre.

Tipologia di donna-manichino: è quella che dopo il lavoro ha di fronte a sé due opzioni, o va a casa a cambiarsi, truccarsi, infilarsi nel vestito indossato al matrimonio dell’amica e farsi il boccolo con piastra professional di Diego della Palma, o porta quasi tutto l’occorrente nel luogo di lavoro.

Le donne-manichins indossano generalmente vestitini leggeri e all’ultima moda con giubbotto di pelle sottovuoto e tacchi ventiseivirgoladue, hanno un drink alcolico in mano e non accennano il minimo movimento corporeo al ritmo della musica che di solito anima la Terrazza.  I capelli sono perfetti, il trucco è perfetto e le loro borse sono perfettamente firmate. Mi stanno un po’ sul cazzo. Parlano di serate al Tasca, all’Armani, o delle vacanze in Thailandia, circumnavigazioni delle Americhe, banalmente a Cortina o al Forte, e ogni tanto del “tipo” conosciuto alla cena a casa di Luca.

Tipologia di uomini-manichins: è quella che dopo il lavoro va direttamente all’”ape” (parola che si usava nel 1921), aperollo, o drink che dir si voglia. Si palesa alla Terrazza Martini solo se fa un lavoro figo dove è d’obbligo il completo giacca e cravatta a tovagliolo di Natale, magari anche rossa, versione maxi. Si può sbizzarrire con un cappellino di lana anche con trentacinque gradi per rendere più easy o “avanti” il suo look, oppure può sfociare addirittura nel modaiolo, con le scarpe Moma, la giacca stretch di velluto e il pantalone khaki, ma tranquille, sono solo rare eccezione. E’ onnivoro, e nei momenti di riposo delle sue mandibole dal cibo finger sputa fuori discorsi sul lavoro o su cosa fare nel week end, che deve consistere nel fare tutto tranne che “lo stare a Milano perché è da sfigati”.

Gli uomini manichino si accoppiano generalmente con le donne manichino, anche perché quella degli opposti che si attraggono è una delle più grande minchiate del pianeta. Sì, ce lo vorrei vedere uno del Circolo Arci con la felpa dell’Adidas in acetato con una della Terrazza con i boccoli di ceramica e le labbra di porcellana (perché quelle lì usano dei rossetti perfetti che fanno venire un leggero luccichio sulla destra, come il riflesso della porcellana, o se vogliamo come anche lo scintillare dell’occhio di Mila – e Shiro- al momento della mossa segreta per schiacciare le avversarie). Certo.

Lucia