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Questo matrimonio non s’ha da fare

Ma se proprio insistete… non invitatemi!

La primavera è il periodo perfetto per cominciare a programmare qualche gita fuori porta nei fine settimana. Il tempo è più clemente, abbiamo proprio voglia di scappare dalla città e rifugiarci nella pace di qualche angolo tranquillo, con gli amici o con il nostro toy boy.

PURTROPPO però è anche la stagione preferita dai nostri cari amici fidanzati per rovinarci tutti i piani, inviandoci quella maledetta busta dipinta a mano da un monaco cistercense in cui si legge a caratteri cubitali che Giovanna e Marco annunciano il loro matrimonio”.

A parte che a me il verbo “annunciare” fa ribrezzo. Usato solo da ciambellani di corte e da Raffaella Folliero quando introduce “i bellissimi di retequattro”, è un’espressione che noi povere anime semplici non ci meritiamo e ci mette subito a disagio.

Ecco le domande che ci poniamo inconsapevolmente all’arrivo della triste novella (e non dite che non è vero perché tanto NON VI CREDO!):

  1. Oddio. Che mi metto?????
  2. Ma lo troverò un vestito leggero in negozio, visto che oggi fanno ancora dieci gradi e sono in giro con Hunter e piumino?
  3. Ma l’invito è solo per me o ci posso portare pure LUI?
  4. Ma se vado da sola mi prenderanno per la solita sfigata?
  5. Posso picchiare la sposa se prova a lanciarmi il bouquet?

E dopo aver trovato un abito che non ci faccia troppo schifo,  cotonati i capelli come ad una festa di Grease e preso da casa il consueto pacchetto di cartone con dentro 3 etti di riso ARBORIO (che tutti ci ruberanno perché nessuno ha il coraggio di portarselo dietro insieme alla clutch in cui entra a malapena UN FAZZOLETTO spiegazzato) siamo pronte a mitragliare quei maledetti che ci hanno fatto saltare il fine settimana a Camogli per teletrasportarci in una “particolare abbazia dispersa nel nulla di un borgo in cui la zia di Giovanna aveva fatto la comunione”.

Ora non ci resta che resistere al pranzo di nozze. Un evento traumatico in cui incontrare parenti molesti degli sposi, amici di infanzia in sovrappeso e sopportare l’interrogatorio sulla propria vita ad opera di un nugolo di sessantenni in disuso che non hanno niente di meglio da fare che romperti le scatole. Sul tuo lavoro, sulla tua vita da donna perduta che vive in città e su quando finalmente anche tu deciderai di cedere ai confetti, alle bomboniere kitsch ed al tastierista con problemi di intonazione.

Con me è una battaglia persa, ve lo dico subito. Nella mia personale versione dei Promessi Sposi, Renzo era uno sfigato e se Lucia invece di sposarselo avesse fatto un master in cucito a Milano, oggi sarebbe stata proprietaria della filanda. E Renzo sarebbe tornato sul ramo del lago di Como. Dove, seppur saltuariamente,  Lucia l’avrebbe raggiunto per una breve vacanza nel fine settimana . Per riprendersi dallo shopping sfrenato di Via Montenapoleone, dagli aperitivi al Forno delle Grucce e dalle  “fatiche” del Plastic.

Peneopebix


  • Alan

    Penelopebix tu sei un genio!
    ..ti dico solo che ho ricevuto da un paio di giorni l’invito di mia cugina al suo matrimonio. ed ho pensato esattamente le stesse cose che pensi tu!
    In ogni caso mi pare di leggere tra le righe che non riceverò mai un invito a nozze con il tuo nome scritto sopra. E ti ringrazio in anticipo per questo!

  • Penelopebix

    non solo non riceverai mai un mio invito. ma nel caso in cui un giorno, dopo aver battuto violentemente la testa, mi decidessi a una roba del genere, ti arriverà solo una bella cartolina. (Dalle isole Fiji.Con pinne e boccaglio.) Nella quale ringrazierò tutti i miei amici per avermi fatto il favore DI NON ESSERE INTERVENUTI PER NESSUN MOTIVO!!!!!!! :-)

  • FEDERICA

    Geniale!!!!
    ciao Bionda dentro!!!

    http://www.emmestyle.blogspot.com

  • Pandora

    Ciao fede!!! ;)