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Holger Hoffmann è il designer tedesco che ha creato i fantastici Papertrophy. Ispirati ai classici […]

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collezione Barberia

“Da Felice” era il barbiere di famiglia. Andare da lui significa liberarsi di un sacco […]

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Il genio più dolce del mondo!

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SUPERBOWL:

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FPM:

ready to go!

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Ti ricordi di me? No, chi cavolo sei?

Come diagnosticare (e forse sconfiggere)  la sindrome di Dory a passeggio.

Capita  abbastanza spesso di camminare per strada, intenti ad ascoltare l’ultima hit di Shakira (SHAKIRA???!!) ed essere così assorti da non badare proprio a chi ci passa accanto.

A quante feste vi hanno presentato dieci persone e l’unico di cui vi ricordavate il nome era il più figo della festa, mentre avreste chiamato gli altri nove con “carissimo”, “grande”, “mitico” tutta la sera,  per evitare di fargli capire che proprio non avevate idea di chi cavolo fossero?

Ma in strada? Cosa fare? Sicuramente ci attende un minimo di conversazione, dobbiamo far capire che  abbiamo capito.

CALMA.

Cerchiamo di tenere a mente le modalità di ricerca sinaptica che lo collocheranno nella nostra vita:

  1. Dove l’ho visto l’ultima volta?
  2. Sorriso di circostanza o è davvero entusiasta di vedermi? (questo ci servirà per capire se l’ultima volta ci siamo comportate da bastarde dentro oppure no)
  3. Ok. Non vi è ancora venuto in mente? Parte la frase prendi-tempo più sicura del mondo, e magari ci scappa anche l’indizio: “COME MAI DA QUESTE PARTI?”
  4. Palla dal suo lato, dovrebbe indicarvi un negozio, una persona, un regalo da fare…ANCORA NULLA??

Se a questo punto avete capito di chi si tratta, non volete avere a che fare col soggetto e non vedete l’ora di liberarvi dalla conversazione per correre al vostro appuntamento improrogabile, chiudete con “Allora dai, ci sentiamo su Facebook!”

Se invece non avete ancora capito e brancolate nel buio più totale, probabilmente soffrite anche voi di perdita di memoria a breve termine, quindi siete ufficialmente affetti (come me) da sindrome di Dory.

Allora sferrate l’attacco finale prima di tramortirlo con un’uscita ad effetto: “Devi scusarmi…c’è un elicottero che è precipitato proprio a via Montenapoleone e ha infranto tutte le vetrine di Dolce & Gabbana…sto correndo a vedere se trovo un vestito per strada prima che se ne accorgano quelli della boutique. Ciao….GRANDE!”

di Penelopebix

  • Francesca

    Quante VOLTE!!! Userò questo articolo come guida visto che io finisco sempre con uno “scusa non mi ricordo di te” e 5 secondi di silenzio imbarazzante….